Perché si dá cosí tanta importanza soltanto al punto d’arrivo, al risultato?
[vorrei poter mettere un sottofondo musicale a questi miei pensieri, riprodurre sullo schermo l'atmosfera della stanza e i suoi colori]
Non so quanti musicanti si esprimano e intrattengano folle in posti cosí diametralmente differenti:da anfiteatri greci a discoteche (Estragon) bolognesi, da piazze e teatri a parchi, dalle Rovine di Tharros a Oristano al Centro Sociale Occupato Rivolta di Marghera.
Non so quanti.
Sicuramente un Vinicio sí.
Dicevo…perché si deve dare piú importanza all’arrivo rispetto che alla partenza, a quell’inizio che inaugura e innalza di un gradino la scala…della vita, mi verrebbe da dire.
Quella scarica di energia che apre le porte dell’esperienza, quello slancio di entusiasmo e passione che ci fa voltare l’angolo invece di attraversare sulle strisce, o viceversa.
Che importa se poi l’inizio si sfuma in un divenire altri e decidere di non accontentarsi di arrivare dritti in fondo alla meta.
Che importa se non c’e una conclusione, un certificato, un best before end date, un attestato di bravo e perseverante bipede prensile.
Che importa…
Voglio dire che anche le intenzioni sono altrettanto valide, sempre.
Febbraio 19, 2007 at 9:22 pm
L’esperienza è ciò a cui anelano i saggi, ciò che fa cambiare direzione (e che importa se la meta non è più la stessa?), ciò che insegna a non giudicare chi attraversa sulle strisce o viceversa.
I suppose we should learn day by day how to be happy and enthusiast about life!:)
hugs
Aprile 6, 2007 at 8:49 am
… boh, dev’essere perchè l’importante è vincere, non partecipare. se perdi o non arrivi, nessuno gliene frega niente di te, e se anche eri ad un solo passo.. non ti caca niuno.
però annche tu puoi fregartene altamente e camminare, odorando l’aria fresca, guardando il paesaggio, sperando di arrivare il più tardi possibile. he he
abbraz
lamicodelcammino